lunedì 9 settembre 2013

Sono pazza di te (ma fino a un certo punto) - Marina Morpurgo



Titolo: Sono pazza di te (ma fino a un certo punto)

Autrice: Marina Morpurgo

Casa editrice: Astoria

Pagine: 96

Prezzo: 8 euro (ebook: 6 euro)



Ho scoperto la Morpurgo qualche mese fa grazie alla Leggivendola. Ho letto ‘La scrittrice criminale’ e mi è piaciuto molto, ho comprato ‘Risorse disumane’ e ieri ho divorato ‘Sono pazza di te (ma fino a un certo punto)’. Quest’ultimo è una raccolta di racconti che hanno come filo conduttore l’amore: l’amour fou, l’amore perverso, l’amore divino, l’amore monco, l’amore tardoerotico mediato da internet… Il punto di vista è sempre quello femminile: donne fidanzate, sposate, single, impegolate in relazioni bizzarre con uomini improbabili. C’è l’ebreo ortodosso che vuole convertire la malcapitata, il depresso che non ammette la propria malattia, quelli che cercano il brivido dell’eccitazione sulle chat erotiche. Uomini che non sembrano appartenere al ‘sesso forte’, anzi, hanno un sacco di nevrosi e manie (alcune tutto sommato innocue, altre meno). Le donne tentano di barcamenarsi in questo universo maschile privo di punti di riferimento e prima o poi si ritrovano a sognare di incontrare un uomo equilibrato e normale. Non il principe azzurro, ma semplicemente una persona ragionevole e di buon senso (che però, in effetti, a volte è un po’ come cercare il santo Graal). Le protagoniste di questi racconti si arrabbiano e soffrono, ma poi spesso approdano a un lieto fine e questo, secondo me, le rende forti. Capiscono che il complesso della crocerossina è, appunto, un complesso e non il modo migliore per avere una relazione equilibrata con l’altro sesso. Si rendono conto del fatto che le ubbìe del fidanzato di turno gli avvelenano la vita e trovano il coraggio di mandarlo a quel paese. Mentre scrivo mi è venuto in mente un libro di altro genere che ho letto qualche anno fa: ‘Donne che amano troppo’ di Robin Norwood (la prima edizione è del 1985). In questo testo l’autrice, una psicoterapeuta, tramite le storie di alcune pazienti delineava il tratto tipicamente femminile dell’amare troppo, cioè il vivere rapporti non sani basati sulla dipendenza affettiva, relazioni che talvolta si rivelavano distruttive per le donne, in alcuni casi fino a spingerle a tentare il suicidio. In ‘Sono pazza di te (ma fino a un certo punto)’, i toni sono molto più leggeri e si ride parecchio: il messaggio di fondo, però, è sempre quello, secondo me sacrosanto, che non siamo nati per soffrire. Che se una relazione ci fa stare solo male forse non è il caso di incaponirsi e se il nostro compagno ha dei problemi insormontabili è ora di finirla con la favola romantica dell’amore che guarisce tutto.
 
 
 

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